Dolore alla spalla negli anziani

Dolore alla spalla negli anziani. Intervista al Prof. Francesco Franceschi a UnoMattina in onda su RaiUno il 27 maggio 2026. Durante l’intervista sono stati trattati i temi del dolore alla spalla, delle cause, della prevenzione e dei possibili rimedi anche con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale. Buona visione!

Adesso cambiamo argomento e parliamo di dolore alla spalla.  Daniela? Eh sì, perché se cercate di portare un bicchiere alla bocca oppure magari di salutare con la mano alzata e vi bloccate per un forte dolore alla spalla allora vorrà dire che avete un problema alla spalla e non siete unici perché addirittura questo disturbo è comune a ben il 30 % della popolazione e chiaramente interessa soprattutto le persone anziane. Allora ne parliamo con Francesco Franceschi, primario di ortopedia all’ospedale Fatebenefratelli di Roma. Buongiorno professore.  Allora, con l’età che avanza, la spalla ha tre grandi nemici, diciamoci la verità, da tenere sicuramente d’occhio.  Intanto vediamo questa grafica insieme così capiamo quali sono i nemici in questo caso.

Lesioni della cuffia dei rotatori, artrosi, fratture causate da osteoporosi.

Nell’anziano uno pensa sempre all’anca, al ginocchio, ma in effetti poi la spalla sta diventando uno dei problemi più importanti, perché la cuffia dei rotatori, che sono dei tendini che abbiamo all’interno della spalla tra l’omero, che è il braccio e la scapola, sono dei tendini molto importanti che ci servono per alzare il braccio e spesso questi tendini si infiammano nell’anziano, si degenerano. È un po’ come avere i capelli bianchi. Anche i tendini purtroppo si possono consumare con l’età, possono rompersi, infiammarsi e danno tanto dolore. Il paziente non riesce a dormire la notte, si blocca il braccio, a volte non riesce a tirare sul braccio, non riesce a bere.

Neanche a bere, quindi diciamo così quelle cose che facciamo quotidianamente. Quindi se avete questo tipo di problema, evidentemente c’è un problema di lesione della cuffia dei rotatori.  E poi andiamo sull’artrosi. 

L’artrosi è un altro problema molto frequente e consiste nel consumo della cartilagine articolare.  La cartilagine è come l’interno della noce di cocco, bianca, morbida, liscia, una superficie che permette di far scivolare le due ossa all’interno dell’articolazione. E quando questa cartilagine si consuma, si produce attrito e l’organismo reagisce con dolore, produzione di liquido, le articolazioni si gonfiano, il paziente spesso alla mattina non riesce a muovere il braccio, non dorme la notte per il dolore e diventa più rigido.

Certo, e poi abbiamo fratture causate da osteoporosi, un altro problema sicuramente che riguarda gli anziani, ma come abbiamo visto ultimamente non solo gli anziani in effetti.

Questo è problema molto frequente. Nella donna purtroppo l’osteoporosi comincia un pochettino prima, prematuramente, anche verso i 40-50 anni, quindi deve prendere a volte degli integratori.  E che cosa succede? Che purtroppo l’osso diventa molto più fragile, per cui anche un minimo urto nella persona anziana oppure affetta da un’osteoporosi importante può produrre una frattura anche importante dell’osso.
Vedete questo qui è un omero, cioè un braccio che fa parte appunto dell’articolazione della spalla che è la parte più sensibile appunto agli urti e alle fratture.

Certo e quindi anche quello è molto importante. Ecco ma in quali casi potrebbe funzionare la terapia conservativa? 

Sicuramente funziona dal punto vista preventivo perché dobbiamo mantenere elastici appunto i nostri muscoli, i nostri legamenti della spalla in modo da mantenere un movimento fisiologico il più possibile, in modo da far funzionare meglio la nostra articolazione.

Allora noi qui abbiamo la nostra Simonetta che già in posizione, buongiorno. Allora vediamo insieme al professore quali sono gli esercizi da fare appunto per la terapia conservativa. 

Ecco vedete per esempio questo è un movimento, un esercizio molto utile per allungare la parte posteriore della spalla.

Possiamo piegarci sulla spalla ed in questo modo allunghiamo la parte posteriore della spalla e riusciamo a mantenere un’elasticità molto importante. Fatelo tutti i giorni, varie volte al giorno, specialmente la mattina quando vi alzate.

Lo possiamo fare anche sul letto? 

Assolutamente.  In entrambi i casi, l’ideale è avere un piano di appoggio in modo che la spalla venga quasi manipolata come se fosse da un fisioterapista, venga stabilizzata. Vedete questo è un esercizio molto molto utile.

Bene ce ne sono degli altri anche da fare in questo caso oppure…

Ecco vediamo un altro esercizio molto importante che è il pendolo che mantiene elasticità e l’apertura articolare.  È molto importante capire che il braccio va lasciato pendolare appunto dal torace cioè è il torace che, muovendosi, muove anche il braccio e non è il braccio che si muove con appunto l’intenzionalità del paziente.

Questo è altro esercizio molto importante che sembra semplice ma invece è abbastanza complesso perché muove il braccio a 360 gradi.

È da fare per quanto tempo, per quante volte?

Cinque minuti al giorno possono essere utili.

Ecco però ci sono dei casi in cui invece bisogna ricorrere appunto alla chirurgia.

Certamente. Sicuramente quando un tendine si rompe, quindi quando la cuffia dei rotatori purtroppo si lesiona, bisogna ricorre all’artroscopia con un intervento mini invasivo che si effettua con dei piccoli buchetti attraverso i quali noi inseriamo dei fili che servono proprio per chiudere come un rammendo di uno strappo di una stoffa, appunto la cuffia dei rotatori che è questo tendine.

L’altro tipo di chirurgia, adesso vi faremo vedere, è quello lì, infatti, perché l’intelligenza artificiale in questo caso, e non solo in questo caso dobbiamo dire, oramai ci viene in aiuto.

Ha fatto passi da gigante la chirurgia protesica, soprattutto con la protesi inversa. La protesi inversa si chiama inversa perché inverte completamente l’anatomia della spalla. Dove prima c’era una convessità, adesso c’è una concavità. Dove c’era una concavità, adesso c’è una convessità e ci permette appunto di muovere il braccio anche senza i tendini della cuffia dei rotatori. Quindi riusciamo a risolvere anche il problema della lesione dei tendini della cuffia dei rotatori. E la novità è che la applichiamo con l’intelligenza artificiale, con alcuni strumenti computerizzati all’interno della sala operatoria.

E diciamo è meno invasivo rispetto a un tempo da questo punto di vista?

Diciamo che la chirurgia è talmente più precisa di prima che diventa anche meno invasiva perché abbiamo chiaramente dei risultati migliori e dei tempi di riabilitazione sicuramente inferiori

Ecco professore però dopo l’operazione chirurgica, naturalmente bisogna come dire recuperare, in questo caso torniamo dalla nostra Simonetta che ci fa vedere quali sono gli esercizi da fare. Lei ha preso giustamente un elastico perché l’elastico diventa proprio fondamentale per fare, per svolgere questa attività.

Dopo un primo periodo di riposo, che come possiamo dire, in cui appunto il paziente deve mantenere il braccio fermo, spesso vengono utilizzati i famosi tutori, ma questo periodo sta diventando sempre più breve, anche 15-20 giorni in tanti casi. Con le protesi si utilizza sempre di meno, addirittura 10 giorni a volte in alcuni casi.

Dopo questo primo periodo bisogna ricominciare a rinforzare chiaramente l’articolazione come sta facendo appunto Simonetta.

E precisiamo che non bisogna fare un fai da te, bisogna farsi seguire dai fisioterapisti, insomma dalle indicazioni dell’ortopedico per non sbagliare poi gli esercizi, perché anche questo è fondamentale, giusto?

Certamente, il fisioterapista deve essere una figura fondamentale, essere complementare al chirurgo perché noi facciamo soltanto in fondo la prima parte ma poi è il fisioterapista che deve eseguire nel recupero post-operatorio i nostri pazienti.  E soprattutto controllare che non facciano degli esercizi sbagliati perché potrebbero compromettere sicuramente l’intervento.

Ecco, le faccio questa domanda, ma per un anziano che ha un problema alla spalla, che poi affronta anche un’operazione chirurgica, poi può tornare a un certo punto alla sua vita normale? Cioè la spalla riprende poi anche in età avanzata, la sua mobilità di prima? 

Ormai la richiesta funzionale negli anziani, per così dire, si è elevata tantissimo. Tante persone richiedono di continuare a fare sport anche dopo i 70 anni.  C’è chi vuole giocare a tennis, vuole giocare a golf.

Oramai la vita per fortuna si è allungata, si sta bene, si vive di più e quindi grazie evidentemente anche all’intelligenza artificiale, insomma allo stile di vita che oramai lo sappiamo, che spesso incide anche la postura, la vita sedentaria e noi non ci dimentichiamo mai di ricordarvelo.

Alzatevi dal divano, muovetevi perché quello è sicuramente fondamentale e poi adesso che le giornate sono più lunghe e la vitamina D che fa bene alle nostre ossa si fissa appunto anche con, e soprattutto con il sole, no?  Certamente.  Bene.

Grazie al nostro professore Francesco Franceschi per essere stato con noi, grazie Simonetta per le tue indicazioni con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione che voglio dire, veramente si possono trovare ovunque dei pesi dell’acqua se non abbiamo dei pesi in casa o comunque degli elastici.