La chirurgia mini invasiva in ortopedia. In questa intervista rilasciata al Tg5 Salute del 4/6/2026 il Prof. Francesco Franceschi ortopedico di spalla, ginocchio e anca ci spiega di cosa si tratta. Potete vedere l’intervista su
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La chirurgia dell’ortopedico, come è cambiata negli ultimi anni? Oggi si parla di mini invasività. Che significa e che vantaggi ci sono per il paziente? Il professor Francesco Franceschi, chirurgo ortopedico, ospedale San Pietro di Roma, Università Link. Mini invasivo l’intervento, che significa, cos’è?
La mini invasività in ortopedia consiste in due aspetti. Il primo è l’incisione chirurgica. Attualmente risparmia tantissimo i tessuti che stanno al di sotto della pelle, quindi i muscoli, inserzione dei tendini, che noi dobbiamo separare per arrivare all’articolazione, come spesso succede nella chirurgia della protesi dell’anca. E questo permette chiaramente di evitare una riabilitazione troppo lunga.
Altri aspetti della chirurgia mini invasiva?
Le protesi moderne sono molto più piccole, molto più leggere, permettono di risparmiare una buona quantità di osso e questo è molto importante perché in un futuro chiaramente queste protesi possono dover essere cambiate.
Con quali tecniche si applica questa mini invasività?
La mini invasività viene accompagnata dall’applicazione sempre più precisa utilizzando apparecchi computerizzati, intelligenza artificiale, che ci permette, soprattutto nelle protesi di spalla, di far lavorare l’articolazione al migliore dei modi.